martedì 28 luglio 2015

I'm fighter and you? Insieme, per la ricerca

Quando Luca, qualche giorno fa, mi ha contattata, ho fermato tutto.
È un argomento che mi tocca da vicino su diversi fronti ed ho detto SI ancor prima che mi spiegasse. 
Un si, alla ricerca. 
Al bisogno di sapere ed informarsi per cambiare qualcosa o quanto meno, esserne consapevoli. 
Ho detto si, perché oggi, solo in Italia, ci sono circa 1000 nuovi casi di cancro,'ogni giorno. Ed ogni caso colpisce una donna, un uomo, un bambino, una madre, un padre, un figlio o una sorella, una fidanzata o un amico. Colpisce qualcuno che amiamo così frequentemente che non si può non dire SI.

E Succede tutto così. 
Alimentazione e chimica sbagliate, mutazione genetica, condizioni ambientali, alcol, tabacco.. Sono solo alcuni tra i fattori che influiscono su una cellula, quell'unica cellula che ad un certo punto "impazzisce" e comincia a moltiplicarsi al di fuori di ogni regola. E se non fermata in tempo e curata, dà inizio a quel processo così doloroso e devastante, chiamato metastasi. 

C'è una ricerca in Italia che da oltre 50 anni, dedica energie e scienza e coraggio,  per combattere e trovare una soluzione. 
AIRC, associazione italiana ricerca sul cancro. 
Si può donare, si può aiutare a combattere questo male. A cercare una soluzione e non far vincere aziende farmaceutiche e business corrotti. 
Si può scegliere, anche nel giorno più bello ed importante con un contributo reale. 

Qui http://www.airc.it/aiutare-la-ricerca/idee/bomboniere-solidali/matrimonio/?altTemplate=MobileIdeeSolidaliInterna#.Vbap9OMaynM
Trovare tutte le informazioni necessarie. 


Non so se mi sposerò, ma se mai accadrà, vorrei che il mio fosse un giorno importante, anche per la ricerca. 

Combattiamo insieme. 
La ricerca ha bisogno di noi. 

giovedì 9 luglio 2015

{Eppela.com} Per restituire ai sogni, altri, nuovi sogni


Lorenza ha iniziato con "Gooday pasticceria itinerante" poco prima che io aprissi il labo. 
Si è presentata una mattina con una delle sue colazioni ed è scappata via. 
È pesci ed io scorpione, ascendete cancro. Praticamente consolidante ancora prima di sapere. 
È messaggi e progetti in giorni complessi. È risate e passione vera che l'ha spinta a lasciare un lavoro per chiudersi in cucina. 
È studiare il packagin giusto ad ogni sfornata. È svegliarsi presto, la mattina, per consegnare a domicilio la colazione del weekend. È mille altre preparazioni dolci o salate,  bio, ma buone che sperimenta e cambia in base alla stagione. 
È quattro ore in macchina insieme, dove io non ho smesso di parlare un secondo e lei d'ascoltare. Ed è una frase che mi ha scosso il cuore "adesso capisco tutta questa tua inquietudine e voglia di cambiare" . E gente, dopo anni, deve ancora capire. 
È progetti e ricerca di una location giusta in cui aprire il suo di laboratorio, senza perdere il palloncino rosso itinerante. È mettersi in gioco e provare su eppela.com un contributo dove tutti, anche voi,  a partire da 5€ in sù, possono donare per realizzare così il sogno che da tempo, dopo corsi ed esperienza, porta dentro. 
"Vietato arrendersi adesso, hai capito?" È la frase che mi hanno detto quando OliviaBrusca era ancora niente. 
Ed io ho capito. 
Ed ho imparato, negli anni, che se non avessi avuto le persone ed opportunità giuste,accento,  forse, oggi, non vivrei tutto questo. 

Allora contribuisco anch'io al sogno di Lorenza, ancora prima che per amicizia, per gratitudine. 
Per restituire ai sogni, altri, nuovi, sogni. 


Fatelo anche voi. 
E non solo per lei, ma per quel vostro sogno che avete nel cassetto che vorreste tirare fuori o per quelli che avete già realizzato e volete restituire. 
Per gratitudine o passione.

Per restituire ai sogni, altri, nuovi sogni.  





martedì 30 giugno 2015

{oggi è} ultimo accesso oggi alle 01,40

 
Ultimo accesso oggi alle 01,40.
Lo dice what's app. 
Mai nome migliore si poteva trovare a questa tecnologia che fa aspettare, parlare, scrivere, pensare, visualizzare. 

E chissà perché, scrivere, da sempre, ha il potere di farmi raccontare. 
E chissà perché c'è sempre qualcosa che la gente non vuol mai dire. 
Ed una risposta sbagliata, invece, ha il potere di cancellare. 

Cancellare giorni sveglia a contare intervalli di fuso e foto sceme. Frasi importanti e voglie confuse. Irritazioni, ma emozioni.
Racconti di vita ed amore che se ne va. E la paura che tutto questo fa. 

E sarebbe bello se, qualche volta, potessimo cancellare e rifare. O restare in linea, senza parlare, ma solo rileggere e pensare. 
Riscriver e dar la colpa al T9 per poter correggere un errore. 
E sarebbe bello, qualche volta, seguire meno la ragione. 

Giorni strani, raccontati in quest'estate che avanza e gli eventi che continuano ad aumentare. Ed io prima o poi, andrò anche al mare!
Alle scelte che fanno male, ma si DEVONO fare. Perché un'azienda è qualcosa che non credevi di poter gestire, ma ogni giorno è una lezione. E alla sera, quasi, dispiace spegnere la luce. 

Giorni fatti di lavori belli e furgoni da guidare. Direttori catering che "se sorridi ancora così, ti porto ad una cena vera" e tu hai solo voglia di finire, smontare e visualizzare l'ultimo accesso what's app.
Giorni di amici che ritornano. E quelli che partono e poi ti scrivono. 
Tua cugina che arriva e l'altra che manca. 
Giorni di pensieri e dubbi forti. 
Lo smalto bianco, il vestito nero. 
La craspedia gialla. 
I tacchi che stancano, le frasi che segnano.
I pianti per l'impotenza al dolore degli altri. 
I sorrisi scemi sul gruppo con le amiche. 
I capelli corti, le converse borchiate, le peonie e la loro unica poesia. 
Il profumo d'Olivia alla mattina, le vetrine da studiare ed i nuovi nomi di fiori da memorizzare. 
Due nuovi tatuaggi, cinquecentomila o forse più, chilometri. 

E tutto, racchiuso in una conversazione what'sapp. 
Forse, alle volte, farei bene a cancellare e smettere di visualizzare. 



Jessica


giovedì 18 giugno 2015

{Oggi è} Fuori schema.

Mi ha fatta sorridere, qualche giorno fa, chi, su instagram, mi ha definita così.
Fuori schema.
Non ho mai pensato d'esserlo, ma mi piace sapere cosa le persone percepiscono di me.
Quando, leggendomi, hanno un 'idea di me, tutta loro.
In realtà, negli anni, me lo son sentita dir spesso.
Fuori schema.
Mi piace. Si.
Mi fa sentire definita in qualcosa che non lo è.

Chissà, fuori da cosa. E da quale schema mi hanno pensata?
Vi siete mai chiesti, in quale, avreste voluto appartenere? Quale sarebbe stato lo schema giusto per voi?

Lo schema che vi faccia sentir liberi e felici. 
Quello che anche se scegliete qualcosa di diverso, siete giusti comunque. 
Quello che fa bene al cuore. 
Quello che vi fa viaggiare o magari tornare per restare. E poi ripartire
Quello schema che non conosce giusto o ragione, solo vibrazione. 
Quello che non cambia idea, ma se lo fa, ha una ragione.

Lo schema che non si prende troppo sul serio e non segue convenzioni. 
Quello che vive l'oggi, ma non sottovaluta il domani.
Lo schema che vi fa sentir al posto giusto, nel momento giusto, nel sentimento giusto.  Senza scender a compromessi e pestare la propria etica professionale. 

Ho comprato vestiti nuovi questa settimana.
Mi piace cambiare. Meno  il mio estratto conto.
Mi piace poter aver quello che voglio. Meno, doverlo spiegare.
Mi piace pensare che quello che arriva sia quello che dev'essere. Senza pretese. Solo possibilità e coincidenze che qualche volta, cambiano prospettive ed aspettative.
E qualche volta, no. 

Mi piace aprir la porta di Olivia, alla mattina, e sentir il suo profumo. E spruzzare il mandarino. 
Mi piace vederla cambiare e spostare. E se davvero, come dicono, sono fuori schema, OliviaBrusca ne è l'emblema.
E mi fa star bene. 
E allora, poco importa come, dove e quanto di vero percepiscano gli altri. 
Io sono felice e continuerò ad esser così. Nel mio di schema che sia Fuori o dentro. 
Sempre. 

Fatelo anche voi, 
Se vi farà felice, andrà bene. 





lunedì 1 giugno 2015

{Oggi è} dietro, dentro, Sopra, sotto, di fianco, ACCANTO..Sempre!


È strana la gente. Ma tu di più.
Ed è strana nell'accettazione più positiva che ci sia. Strana perché cambia tutto in un solo giorno e tu te n'eri accorta. 
E alla fine, poi finisce che cambia anche un pó te. E allora, cambiare Diventa rivoluzionare per restare. 

Ho comprato tre nuove paia di scarpe ad inizio settimana, ma non le ho usate fino a venerdì. Che poi è buffo perché mi piaceva l'idea di cambiare, ma in realtà avevo bisogno di tempo. Avevo bisogno di arrivare a venerdì per capire che era il momento di rinnovare. E non so perché proprio di venerdì. Forse per il discorso d'essere strana. O Forse perché alle volte basta poco. 
Uno spaghetto di mezza notte e la musica che suona, in notti  che sanno d'estate quasi iniziata, per capire che non c'è sempre un motivo. Certe voglie arrivano, certe altre no. Certe hanno bisogno di inizio settimana, altre del venerdì. 

È che è proprio la voglia di aver quel "venerdì" che mi fa vivere così. 
Così "strana", ma Piena di poesia e amore per questa vita che passa un pochino ogni giorno, sempre più via. Piena di sogni e voglia di rivoluzione che metodicamente, ogni due anni, mi fa ribaltare tutto e ricominciare. Con la paura che mangia il cuore, ma l'attrazione nel provare.  che è più forte di qualsiasi convenzione o regola sociale.
Senza prendermi mai troppo sul serio.

Che perdo la testa in un'istante. E mi espongo sempre troppo frettolosamente.
Che credo nella libertà di testa e non di cuore. 
Che alle volte, faccio paura per quello che riesco a dire, guardando dritto in faccia le persone, senza mai preoccuparmi della loro reazione. Ma poi è sopratutto per questo se tornano o restano o se ne vanno, credo. 
Per far peso ai gesti e alle parole. 
Alle mancanze ed appartenenze.
Ai giorni di sole, al mare. Al cielo grigio e l'odore della pioggia quando sta per arrivare. E tu resteresti tutto il giorno in casa a far l'amore.

Sono strana, ma vivo dietro, dentro, sopra, sotto, di fianco, ACCANTO, sempre.



martedì 26 maggio 2015

{Oggi è} Rivoglio un cuore

Florence and the machine "Dogs day are over "suona.
Ancora.

A questi pensieri stanchi ed occhi gonfi. 
A quanto mi piaceva scrivere in notti come queste, dove la sveglia è tra meno di tre ore ed un nuovo evento sta per partire. A quanto non lo vorrei pubblicare perché già lo so che domani, l'ufficio stampa mi cazzierà da morire, ed ognuno avrà già fatto una personale interpretazione. 
E invece no. 
Dovreste prendere solo quello che uno ha voglia di dire. 
Solo quel senso e parole che ho detto, scritto, mandato, pubblicato.
Non c'è bisogno sempre di capire ed interpretare. Prender quel che viene.
E fine. 
Perché se proprio è da interpretare,'allora voglio esser io a spiegare.

Spiegare che è un periodo difficile. Ma sorrido sempre.
Spiegare che ci ho messo il cuore e l'ho perso perché sono "così piena di vita" che non ci ho capito nulla, di questa-v-i-t-a.
Vita che non serve capire, ma dormire insieme, si cazzo, che è qualcosa di personale.
Vita che scorre e va e se qualcosa finisce dopo anni, non è per un solo giorno.
Vita che passi a mangiare, perchè ai dolci non so proprio rinunciare e forse la cosa che mi spiace di più di tutte è non poter mangiare ancora quella torta al cioccolato.

Spiegare che il lavoro stanca, ma dà troppa soddisfazione e "ti ho scelta perchè ci metti cuore". E di cuore si parla quando due persone, davanti a Dio, si giurano amore eterno. E intanto,  tu ti affezioni perfino al Maìtre che in sala ha fatto un gran casino e ti sei presa la colpa per lui, perchè tanto l'unico capo a cui dovrai dar spiegazioni è te stessa. Lui no. E forse rischierebbe un lavoro che non vuole fare, ma gli serve per finire di studiare e prendere il primo volo per riconquistare la sua amata dall'altra parte del mondo. E allora questo è il mio modo per poterlo aiutare e credere ancora che l'amore esiste, basta solo aver voglia di andarlo a prendere, rischiando tutto, anche il cuore. 

Ed è il romanticismo che mi fotte sempre, lo so.

Che poi mi è sempre piaciuto guidare. Le ore in macchina con la radio accesa e qualche canzone cantata a squarciagola o la radio che suona, mentre tu  nel silenzio, hai mille, ormai inutili, pensieri.
Quei testi che occupano i silenzi. 
Quei silenzi che sanno di strada libera e ricordi. 

Spiegare che se per una volta, mi facessi conoscere per quella che sono davvero, senza per forza voler piacere,  forse eviterei milleduecentotrentasei mila "ma" e "se". E piacerei davvero.
Spiegare che quando ti esponi non è per consapevolezza, ma incoscienza. 
E quando faccio finta di non capire non è per distrazione, ma sufficienza. Ho già visto, capito e sentito abbastanza. Sufficiente così.
Spiegare che le cose non dette sono tante e non c'è bisogno di sottolinearle.
Spiegare che faccio il meglio che posso, ma qualche volta, sbaglio o scelgo di sbagliare anch'io, come tutti.
Spiegare che ho continuo bisogno di viaggiare e cambiare per poi tornare. Forse è solo bisogno di combattere la mia nostalgia. o i giorni in cui l'umore vola via. 

E fuori, adesso, piove. Ma anche la pioggia mi è sempre piaciuta e non ho mai apprezzato, chi, invece, non l'ama.
Prendetevi un ombrello e sorridete anche di questo, ogni tanto.
Prendetevi il tempo, lo spazio e tutti vostri cambi d'umore però metteteci sempre cuore. 

anche se metterlo, vuol poi dire, perderlo.
Io tra poco riparto, ma rivoglio il mio. 
E spero, di riaverlo presto.



Jessica



venerdì 15 maggio 2015

{oggi è} di parole e cuore

"Non so nemmeno che ore sono e in che giorno siamo.
Non so nemmeno perchè mi sono alzata dal letto in cui stavo così bene.
Ma quant'è che non scrivo?
Sono passate settimane, forse mesi. Vorrei scrivere di tante cose, ma poi non lo so se ne sarei capace, perchè ci son giorni in cui si cambia umore, ed altri, dove bisognerebbe solo chiudersi e far l'amore.
"Quell'amore" -che non è nemmeno il termine giusto- da vivere senza la paura di restarci male. Senza riserve e frasi che non servono alle persone. 
Perchè si ha paura d'amare? perchè ci si lascia sempre prendere da mille altre cose,  senza esser capaci di godersi il momento, a cuor leggero? Senza dirsi tante cose che potrebbero solo danneggiare?
Chissà che cosa starà sognando.
Chissà se domani ci sarà il sole ed avrò ancora parole.
Meglio tornare a letto che tanto si stava, troppo bene."


Scrivevo questo qualche notte fa. Su un divano di pelle che non è mio.
Ed di mio ed io,  ho avuto voglia in questi giorni e così oggi, torno qui. 
Scrivo in questo blog in cui avevo deciso di non tornare perchè alle volte, scrivo fin  troppe parole e adesso "sei una professionista" e certe cose non vanno raccontate. 
"perchè hai un sito da far partire e devi renderlo professionale".

E perchè? chi l'ha deciso che cosa può o non esser una professionista?
Che cosa mi rende meno? le mie fragilità? le mie notti insonni su un divano di pelle? 
Che cosa implica il mio scrivere rispetto a quello che so fare?
Non si è forse più veritieri quando ci si lascia andare alle parole? quando un gesto può cambiarti l'umore?
Quando un divano ti fa riprendere a scrivere dopo mesi in cui non avevi più parole?
Quando me ne frego di che cosa dovrei fare per esser più professionale.
Perchè professionale è alzarsi la mattina, all'alba, e scegliere quello che sai fare. 
E' tentare di portare avanti scelte che fanno paura, ma bene al cuore.
E' sentirsi indipendenti, ma non strafare.
Professionale è chi del proprio lavoro, come me, ne ha fatto una ragione di vita, e ci ha messo il cuore.
Chi ha mollato tutto per provare. 
Chi è pronto e sa che cosa fare, ma non per questo si sente arrivato.
Chi ci mette tutta la passione, esperienza e tecnica. Chi ha senso del dovere e lo fa per sè stesso.
per quel sè stesso che alle volte sbaglia, ma spesso, ricomincia e cambia.
Quel sè stessi che ce ne dimentichiamo, ma è più importante di qualunque altra persona, agenzia, statistica e conto corrente a fine mese.
Professionale è chi sceglie, ancora, lavori non remunerati, solo perchè ha creato legami con persone meravigliose. Solo perchè progetti pazzeschi, non hanno bisogno di esser associati ad assegni e bonifici. Le cose belle, grazie a Dio, ancora sono gratis e si possono godere senza rischiare d'esser poco professionale.
Professionale è chi, anche se scrive, pubblica e condivide, non toglie nulla a quello che sa fare.
E se c'è un possibile cliente che mi scarta per questo, non è il cliente che voglio avere. Non è quello che potrei seguire, perché oltre alle mie competenze ed esperienze, io ci metto il cuore.
Sempre.



Voi, avete mai scommesso?
Avete mai creduto di poter rischiare tutto perchè la sicurezza di vincere e aver ragione era di gran lunga più forte di qualsiasi altra incertezza nel perdere?
L'avete mai fatto? Bè io si. E se servisse, lo rifarei ancora ed ancora e ancora. 
A costo di giocarmici il cuore. Io voglio vivere con quella stessa fermezza che mi spinge a rischiare. quella stessa voglia di scoprire che cosa c'è dopo e come me la potrei cavare.
Perchè se è vero che mi stanco di tutto e tutti ad una velocità tale da aver quasi paura delle mie scelte, so anche restare. E tornare. So prendermi quello che mi appartene, ma senza pretese, senza false parole. Solo voglia di provare e rischiare.
Solo musica e cuore.
Anche se poi ai tanti, resterò poco professionale.



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