martedì 26 maggio 2015

{Oggi è} Rivoglio un cuore

Florence and the machine "Dogs day are over "suona.
Ancora.

A questi pensieri stanchi ed occhi gonfi. 
A quanto mi piaceva scrivere in notti come queste, dove la sveglia è tra meno di tre ore ed un nuovo evento sta per partire. A quanto non lo vorrei pubblicare perché già lo so che domani, l'ufficio stampa mi cazzierà da morire, ed ognuno avrà già fatto una personale interpretazione. 
E invece no. 
Dovreste prendere solo quello che uno ha voglia di dire. 
Solo quel senso e parole che ho detto, scritto, mandato, pubblicato.
Non c'è bisogno sempre di capire ed interpretare. Prender quel che viene.
E fine. 
Perché se proprio è da interpretare,'allora voglio esser io a spiegare.

Spiegare che è un periodo difficile. Ma sorrido sempre.
Spiegare che ci ho messo il cuore e l'ho perso perché sono "così piena di vita" che non ci ho capito nulla, di questa-v-i-t-a.
Vita che non serve capire, ma dormire insieme, si cazzo, che è qualcosa di personale.
Vita che scorre e va e se qualcosa finisce dopo anni, non è per un solo giorno.
Vita che passi a mangiare, perchè ai dolci non so proprio rinunciare e forse la cosa che mi spiace di più di tutte è non poter mangiare ancora quella torta al cioccolato.

Spiegare che il lavoro stanca, ma dà troppa soddisfazione e "ti ho scelta perchè ci metti cuore". E di cuore si parla quando due persone, davanti a Dio, si giurano amore eterno. E intanto,  tu ti affezioni perfino al Maìtre che in sala ha fatto un gran casino e ti sei presa la colpa per lui, perchè tanto l'unico capo a cui dovrai dar spiegazioni è te stessa. Lui no. E forse rischierebbe un lavoro che non vuole fare, ma gli serve per finire di studiare e prendere il primo volo per riconquistare la sua amata dall'altra parte del mondo. E allora questo è il mio modo per poterlo aiutare e credere ancora che l'amore esiste, basta solo aver voglia di andarlo a prendere, rischiando tutto, anche il cuore. 

Ed è il romanticismo che mi fotte sempre, lo so.

Che poi mi è sempre piaciuto guidare. Le ore in macchina con la radio accesa e qualche canzone cantata a squarciagola o la radio che suona, mentre tu  nel silenzio, hai mille, ormai inutili, pensieri.
Quei testi che occupano i silenzi. 
Quei silenzi che sanno di strada libera e ricordi. 

Spiegare che se per una volta, mi facessi conoscere per quella che sono davvero, senza per forza voler piacere,  forse eviterei milleduecentotrentasei mila "ma" e "se". E piacerei davvero.
Spiegare che quando ti esponi non è per consapevolezza, ma incoscienza. 
E quando faccio finta di non capire non è per distrazione, ma sufficienza. Ho già visto, capito e sentito abbastanza. Sufficiente così.
Spiegare che le cose non dette sono tante e non c'è bisogno di sottolinearle.
Spiegare che faccio il meglio che posso, ma qualche volta, sbaglio o scelgo di sbagliare anch'io, come tutti.
Spiegare che ho continuo bisogno di viaggiare e cambiare per poi tornare. Forse è solo bisogno di combattere la mia nostalgia. o i giorni in cui l'umore vola via. 

E fuori, adesso, piove. Ma anche la pioggia mi è sempre piaciuta e non ho mai apprezzato, chi, invece, non l'ama.
Prendetevi un ombrello e sorridete anche di questo, ogni tanto.
Prendetevi il tempo, lo spazio e tutti vostri cambi d'umore però metteteci sempre cuore. 

anche se metterlo, vuol poi dire, perderlo.
Io tra poco riparto, ma rivoglio il mio. 
E spero, di riaverlo presto.



Jessica



venerdì 15 maggio 2015

{oggi è} di parole e cuore

"Non so nemmeno che ore sono e in che giorno siamo.
Non so nemmeno perchè mi sono alzata dal letto in cui stavo così bene.
Ma quant'è che non scrivo?
Sono passate settimane, forse mesi. Vorrei scrivere di tante cose, ma poi non lo so se ne sarei capace, perchè ci son giorni in cui si cambia umore, ed altri, dove bisognerebbe solo chiudersi e far l'amore.
"Quell'amore" -che non è nemmeno il termine giusto- da vivere senza la paura di restarci male. Senza riserve e frasi che non servono alle persone. 
Perchè si ha paura d'amare? perchè ci si lascia sempre prendere da mille altre cose,  senza esser capaci di godersi il momento, a cuor leggero? Senza dirsi tante cose che potrebbero solo danneggiare?
Chissà che cosa starà sognando.
Chissà se domani ci sarà il sole ed avrò ancora parole.
Meglio tornare a letto che tanto si stava, troppo bene."


Scrivevo questo qualche notte fa. Su un divano di pelle che non è mio.
Ed di mio ed io,  ho avuto voglia in questi giorni e così oggi, torno qui. 
Scrivo in questo blog in cui avevo deciso di non tornare perchè alle volte, scrivo fin  troppe parole e adesso "sei una professionista" e certe cose non vanno raccontate. 
"perchè hai un sito da far partire e devi renderlo professionale".

E perchè? chi l'ha deciso che cosa può o non esser una professionista?
Che cosa mi rende meno? le mie fragilità? le mie notti insonni su un divano di pelle? 
Che cosa implica il mio scrivere rispetto a quello che so fare?
Non si è forse più veritieri quando ci si lascia andare alle parole? quando un gesto può cambiarti l'umore?
Quando un divano ti fa riprendere a scrivere dopo mesi in cui non avevi più parole?
Quando me ne frego di che cosa dovrei fare per esser più professionale.
Perchè professionale è alzarsi la mattina, all'alba, e scegliere quello che sai fare. 
E' tentare di portare avanti scelte che fanno paura, ma bene al cuore.
E' sentirsi indipendenti, ma non strafare.
Professionale è chi del proprio lavoro, come me, ne ha fatto una ragione di vita, e ci ha messo il cuore.
Chi ha mollato tutto per provare. 
Chi è pronto e sa che cosa fare, ma non per questo si sente arrivato.
Chi ci mette tutta la passione, esperienza e tecnica. Chi ha senso del dovere e lo fa per sè stesso.
per quel sè stesso che alle volte sbaglia, ma spesso, ricomincia e cambia.
Quel sè stessi che ce ne dimentichiamo, ma è più importante di qualunque altra persona, agenzia, statistica e conto corrente a fine mese.
Professionale è chi sceglie, ancora, lavori non remunerati, solo perchè ha creato legami con persone meravigliose. Solo perchè progetti pazzeschi, non hanno bisogno di esser associati ad assegni e bonifici. Le cose belle, grazie a Dio, ancora sono gratis e si possono godere senza rischiare d'esser poco professionale.
Professionale è chi, anche se scrive, pubblica e condivide, non toglie nulla a quello che sa fare.
E se c'è un possibile cliente che mi scarta per questo, non è il cliente che voglio avere. Non è quello che potrei seguire, perché oltre alle mie competenze ed esperienze, io ci metto il cuore.
Sempre.



Voi, avete mai scommesso?
Avete mai creduto di poter rischiare tutto perchè la sicurezza di vincere e aver ragione era di gran lunga più forte di qualsiasi altra incertezza nel perdere?
L'avete mai fatto? Bè io si. E se servisse, lo rifarei ancora ed ancora e ancora. 
A costo di giocarmici il cuore. Io voglio vivere con quella stessa fermezza che mi spinge a rischiare. quella stessa voglia di scoprire che cosa c'è dopo e come me la potrei cavare.
Perchè se è vero che mi stanco di tutto e tutti ad una velocità tale da aver quasi paura delle mie scelte, so anche restare. E tornare. So prendermi quello che mi appartene, ma senza pretese, senza false parole. Solo voglia di provare e rischiare.
Solo musica e cuore.
Anche se poi ai tanti, resterò poco professionale.



lunedì 9 marzo 2015

{Oggi è} olivia brusca.

È nato tutto qui.
Ed era giusto che prima di tutto, lo scrivessi, proprio qui.
Ci sono voluti quattro anni, tre cambi cittá, due lavori ed un diploma, prima d'esser pronta e trovare quello che tutti definiscono "il momento giusto".
Pare sia questo.
E pare sia proprio il mio.
E l'ho faticato ed aspettato così tanto che non mi sembra vero.
"Tra apocalisse e Topolino", vivo giorni pieni ed ho paura, ma sono felice.
Il civico 69 di via torre a Modena, sará Olivia Brusca.
Il mio concept store floreale, pieno di tutte le cose che più mi piacciono, a partire dai fiori (se non si era ancora capito!) ai libri, ai progetti diy, ai corsi , a... Ad un sacco di altre cose che vi invito a venire a vedere, anche solo per berci un bicchiere insieme e festeggiare.



F E S T E G G I A R E
Perchè è con voi che lo vorrei fare.
Con voi che in questi anni, mi avete seguita e forse apprezzata o solo conosciuta. Perchè "dal vivo sei tutt'altra roba" e ancora mi chiedo se fosse un complimento o meno!
Perchè sono cresciuta e cambiata e ho sentito l'esigenza di tutt'altra forma e nome e colore per andare avanti e provare. Che poi un giorno, ve lo spiego da com'è nato questo nuovo nome, promesso!
Che tanto ormai lo sapete, io ferma non ci so stare ed ho troppa passione per non poterci almeno provare.
E mi spaventa piú la routine che la paura di sbagliare.
Preferisco rischiare e assumermi tutte le responsabilitá.
È troppo breve una vita per dire "l'avrei voluto fare".
Io l'ho fatto e adesso proprio non lo so come e cosa e quando o se, mi andrá bene,ma avevo bisogno di dimostrare che qualcosa di bello, lo posso fare, senza sempre, calpestare il cuore.
E vi racconterò e mostrerò  presto molto di più

mercoledì 28 gennaio 2015

Una vita.

É una vita che non scrivo.
Anzi, é una vita che non pubblico.
Sul blog.
Perché questa cosa di scrivere, la faccio sempre. Da sempre.

E se, in questi mesi, sono un pò sparita, é stato solo perché avevo bisogno di viverla, questa vita.
E di trovare tempo per fermarmi e capire che le cose più belle ed importanti le avevo già. E mi stavano solo aspettando.
Perché una vita é troppo poca per stare con chi amiamo. E ha bisogno di sapere che ci siamo. Senza orologio al polso.

Avrei una lista intera di progetti, collaborazioni, interviste e pubblicazioni da mostrarvi, ma che cosa rimarrebbe?
Che cosa vi racconterebbe di me e di quella che sono oggi? Oltre al lavoro.

Io, qui, almeno qui, vi vorrei raccontare di passione e amore, viscerale. Ma anche grandi sacrifici, lotta e momenti di frustrazione, alle volte.
Qui, ci sono scelte prese con il cuore e totale devozione. E persone nuove e tanta, troppa voglia ancora d'imparare.
Qui c'é una vita vissuta con paura, ma altrettanta testa dura!
C'é un momento difficile, ma amici che sanno come dare leggerezza.
E non solo.
E sempre qui, c'é un'emozione che non ve la so spiegare, ma mi rende felice da morire e vorrei continuare ad avere.
Per una vita.

Mi sono raccontata tante volte, ma forse così francamente, mai.
In un'insolita ed integrale me

http://www.pasticcidicarta.com/2015/01/identita-artistiche-5-crafter-si.html?showComment=1422368076696#c8843561056212095176

Vi aggiorno presto
Promesso.


domenica 21 dicembre 2014

{Oggi è } Duemilaquattrodici, adieu


Sto aspettando il mio volo, mentre scrivo. 
Sono le quattro del mattino quasi, ed ho la valigia piena degli ultimi regali.  
"Il Natale è una cosa seria", mi hai detto. E mai come quest'anno, mi sembra una frase vera. 
Questo sarà il mio ultimo viaggio 2014, credo. 

Duemilaquattordici
Wow che numero serio da dire.
Ma è stato bello, alla fine.
Strano, caotico, istintivo. 
Bè si, forse bello.  

È stato l'anno in cui ho preso maggior consapevolezza di me, a lavoro. E forse anche altri. 
Un lavoro che ti dá tutto, ma toglie altrettanto. A partire dal sonno.
Duemilaquattordici milioni di copie in cui il mio nome è stato stampato, su due diverse riviste nazionali. Ed un nuovo logo che sta nascendo proprio in questi giorni, nell'anno in cui, non c'é stato nemmeno il tempo di capire. Perché essere, scrivere e mostrare quella che sono e che so fare, puó andare come mia unica strategia di marketing. Se così la si deve chiamare.

Duemilaquattrodici case visitate per poi  spostarsi di un solo civico da mamma!
Duemilaquattordici mobili recuperati e dipinti e cambiati e trasformati e.. ed ho capito, che vederla arredara e finita, sarà impossibile, perché il vintage mi piace, ma l'industriale ancora di più. 

Duemilaquattordici caffè e manicure, cene e ahimè meno weekend con le mie fighissime amiche. Ed è bello non sentirsi l'unica cazzona del gruppo, Chach!

Duemilaquattordici, l'anno in cui, riccia, bianca latte e piena di lentiggini mi piaccio. Anche il mese d'agosto.
Anche in mezzo a quella meraviglia senza tempo e spazio che è il deserto. 
La vita che scorre e lo yoga davanti al mare. 
Il bisogno di respirare. 
La costante paura di sbagliare, la voglia di non farsi troppo male. 
La leggerezza ed il vino che aiuta a parlare. Le serate tra letto e divano ed i libri che mi hanno rapito il cuore. 
Bukowski, sempre il "mio" grande amore. 

Duemilaquattordici, l'anno dell'incidente ed il collo che ancora fa male. 
L'anno del "no basta non ci vado più", per poi aver sempre voglia di tornare.
Duemilaquattordici tatuaggi che ancora vorrei fare tra viaggi, saluti, ritorni e partenze. 
Duemilaquattordici diete mai cominciate, tra cyclette e Somatoline ricomprata. 

Duemilaquattordici in cucina, tra corsi e lezioni private con le amiche. La ciambella allo yogurt fatta prima di partire, che giuro, se non si è indurita, stasera vince il titolo "remember sopravvivenza post viaggi". 

Duemilaquattordici volte grazie. 
Per tutto. 
Di tutto. 
A tutti.
Sempre. 
GRAZIE. 

Duemilaquattordici volte auguri per tutto quello che sarà per voi il Natale. Con chiunque ed ovunque sarete. 
Duemilaquattordici volte amore e cuore, tra stanchezza ed attese. 
Viaggi e poche pretese. 

Mille auguri, gente 
Ci leggiamo nel 2015 

Jessica 



mercoledì 26 novembre 2014

{Oggi è} Per amore

Alle persone che mi stanno accanto, dico sempre tanto. 
Dai pensieri sbagliati a quelli meno complicati. 
Dal bene, all'amore.
Io piuttosto, lascio che le persone abbiano un'idea sbagliata di me, ma non ho filtri o convenzioni.
Qui, io,ho semplicemente scelto di condividere, senza plateizzare.

Ma in questa notte, in un suo momento così delicato, scrivo. 
Scrivo PER AMORE. 

Per te, mamma. 


Per te che PER AMORE hai rinunciato a mille altre cose. E non ti sei mai pentita.
Per te a cui la vita non ha scontato mai niente, ma sorridi sempre. 

Per te che non hai mai giudicato nessuno come giusto o proibito. E ce l'hai dimostrato perdonando anche la violenza. 

Per te mamma, che sei la bellezza dell'amore. 
Quell'AMORE che non conosce tante parole, ma ci raduna attorno ad una tavola, tutti insieme. E come cucini tu, il risotto ai porcini, nessuno mai. 

PER te, AMORE, che inconsapevolmente, mi hai insegnato a non aver paura di restare da sola. E combattere per le cause giuste. 
E non preoccuparmi di quello che pensa la gente "non devi dimostrare niente a nessuno, se non a te stessa. Tanto non si può piacere a tutti". 

Per te che non riesci ancora a toglierti quell'accento e imbroccare un condizionale giusto, ma guai a fartelo notare!
Per te che sei buffa quando la frangia non è nella posizione che ti piace e "i tacchi non li riesco più a portare". 

A te che vedo invecchiare, ma giuro, sei sempre bella da morire. 
E impeccabile in ogni occasione. 

Per te che non hai mai usato creme anti rughe. E ho capito da chi ho preso. 
In questo. 
Per te e PER quell'AMORE che vorrebbe sempre difenderci, ma oggi, alle volte, guardandoti, mi viene da proteggerti. 
A te che sei sempre stata tanto forte, ma allo stesso tempo, fragile.

Per tutto quello che fai e ci dai. 
Per te che non ce l'hai detto mai, ma una vita più semplice ti sarebbe servita. E piaciuta, forse.

Per te che se ho preso anche solo un dieci per cento di te, sono felice. 
Per te che sei troppo buona e hai sempre aiutato tutti, anche quando eri in difficoltà tu. Per te che se c'è un Dio, dovresti starci accanto e bere dallo stesso bicchiere di vino. 

Per te e PER AMORE, ti scrivo. 
E ci sono.


Con tanto ed incondizionato amore 
Tua 
jessì ;)






lunedì 24 novembre 2014

{Milano} Il tempo che non ho. Le parole che vorrei

Vorrei scrivere mille cose, ma dopo il mio viaggio sono stata ovunque, tranne che a casa.
E mi ritrovo con mille post-it in giro e mille fogli sparsi in agenda con pensieri e parole che descrivono tante cose e momenti che sto vivendo, e sono così forti e potenti che ancora non li ho capiti bene.
Troverò il momento di scrivere e di spiegare a che cosa sto lavorando. E' un qualcosa che ha tutt'altro
nome e forma e colore e.. per ora vi ricordo che domenica sarò a Milano con il workshop  per imparare la tecnica base per la costruzione di una coronina floreale.

Abbiamo aggiunto 3 posti, così se volete informazioni o iscrivervi o solo dirmi "Ciao!"
potete farlo a

press.uhlala@gmail.com

In attesta di aver più tempo e meno parole sparse,
baci


Jessica

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