domenica 21 dicembre 2014

{Oggi è } Duemilaquattrodici, adieu


Sto aspettando il mio volo, mentre scrivo. 
Sono le quattro del mattino quasi, ed ho la valigia piena degli ultimi regali.  
"Il Natale è una cosa seria", mi hai detto. E mai come quest'anno, mi sembra una frase vera. 
Questo sarà il mio ultimo viaggio 2014, credo. 

Duemilaquattordici
Wow che numero serio da dire.
Ma è stato bello, alla fine.
Strano, caotico, istintivo. 
Bè si, forse bello.  

È stato l'anno in cui ho preso maggior consapevolezza di me, a lavoro. E forse anche altri. 
Un lavoro che ti dá tutto, ma toglie altrettanto. A partire dal sonno.
Duemilaquattordici milioni di copie in cui il mio nome è stato stampato, su due diverse riviste nazionali. Ed un nuovo logo che sta nascendo proprio in questi giorni, nell'anno in cui, non c'é stato nemmeno il tempo di capire. Perché essere, scrivere e mostrare quella che sono e che so fare, puó andare come mia unica strategia di marketing. Se così la si deve chiamare.

Duemilaquattrodici case visitate per poi  spostarsi di un solo civico da mamma!
Duemilaquattordici mobili recuperati e dipinti e cambiati e trasformati e.. ed ho capito, che vederla arredara e finita, sarà impossibile, perché il vintage mi piace, ma l'industriale ancora di più. 

Duemilaquattordici caffè e manicure, cene e ahimè meno weekend con le mie fighissime amiche. Ed è bello non sentirsi l'unica cazzona del gruppo, Chach!

Duemilaquattordici, l'anno in cui, riccia, bianca latte e piena di lentiggini mi piaccio. Anche il mese d'agosto.
Anche in mezzo a quella meraviglia senza tempo e spazio che è il deserto. 
La vita che scorre e lo yoga davanti al mare. 
Il bisogno di respirare. 
La costante paura di sbagliare, la voglia di non farsi troppo male. 
La leggerezza ed il vino che aiuta a parlare. Le serate tra letto e divano ed i libri che mi hanno rapito il cuore. 
Bukowski, sempre il "mio" grande amore. 

Duemilaquattordici, l'anno dell'incidente ed il collo che ancora fa male. 
L'anno del "no basta non ci vado più", per poi aver sempre voglia di tornare.
Duemilaquattordici tatuaggi che ancora vorrei fare tra viaggi, saluti, ritorni e partenze. 
Duemilaquattordici diete mai cominciate, tra cyclette e Somatoline ricomprata. 

Duemilaquattordici in cucina, tra corsi e lezioni private con le amiche. La ciambella allo yogurt fatta prima di partire, che giuro, se non si è indurita, stasera vince il titolo "remember sopravvivenza post viaggi". 

Duemilaquattordici volte grazie. 
Per tutto. 
Di tutto. 
A tutti.
Sempre. 
GRAZIE. 

Duemilaquattordici volte auguri per tutto quello che sarà per voi il Natale. Con chiunque ed ovunque sarete. 
Duemilaquattordici volte amore e cuore, tra stanchezza ed attese. 
Viaggi e poche pretese. 

Mille auguri, gente 
Ci leggiamo nel 2015 

Jessica 



mercoledì 26 novembre 2014

{Oggi è} Per amore

Alle persone che mi stanno accanto, dico sempre tanto. 
Dai pensieri sbagliati a quelli meno complicati. 
Dal bene, all'amore.
Io piuttosto, lascio che le persone abbiano un'idea sbagliata di me, ma non ho filtri o convenzioni.
Qui, io,ho semplicemente scelto di condividere, senza plateizzare.

Ma in questa notte, in un suo momento così delicato, scrivo. 
Scrivo PER AMORE. 

Per te, mamma. 


Per te che PER AMORE hai rinunciato a mille altre cose. E non ti sei mai pentita.
Per te a cui la vita non ha scontato mai niente, ma sorridi sempre. 

Per te che non hai mai giudicato nessuno come giusto o proibito. E ce l'hai dimostrato perdonando anche la violenza. 

Per te mamma, che sei la bellezza dell'amore. 
Quell'AMORE che non conosce tante parole, ma ci raduna attorno ad una tavola, tutti insieme. E come cucini tu, il risotto ai porcini, nessuno mai. 

PER te, AMORE, che inconsapevolmente, mi hai insegnato a non aver paura di restare da sola. E combattere per le cause giuste. 
E non preoccuparmi di quello che pensa la gente "non devi dimostrare niente a nessuno, se non a te stessa. Tanto non si può piacere a tutti". 

Per te che non riesci ancora a toglierti quell'accento e imbroccare un condizionale giusto, ma guai a fartelo notare!
Per te che sei buffa quando la frangia non è nella posizione che ti piace e "i tacchi non li riesco più a portare". 

A te che vedo invecchiare, ma giuro, sei sempre bella da morire. 
E impeccabile in ogni occasione. 

Per te che non hai mai usato creme anti rughe. E ho capito da chi ho preso. 
In questo. 
Per te e PER quell'AMORE che vorrebbe sempre difenderci, ma oggi, alle volte, guardandoti, mi viene da proteggerti. 
A te che sei sempre stata tanto forte, ma allo stesso tempo, fragile.

Per tutto quello che fai e ci dai. 
Per te che non ce l'hai detto mai, ma una vita più semplice ti sarebbe servita. E piaciuta, forse.

Per te che se ho preso anche solo un dieci per cento di te, sono felice. 
Per te che sei troppo buona e hai sempre aiutato tutti, anche quando eri in difficoltà tu. Per te che se c'è un Dio, dovresti starci accanto e bere dallo stesso bicchiere di vino. 

Per te e PER AMORE, ti scrivo. 
E ci sono.


Con tanto ed incondizionato amore 
Tua 
jessì ;)






lunedì 24 novembre 2014

{Milano} Il tempo che non ho. Le parole che vorrei

Vorrei scrivere mille cose, ma dopo il mio viaggio sono stata ovunque, tranne che a casa.
E mi ritrovo con mille post-it in giro e mille fogli sparsi in agenda con pensieri e parole che descrivono tante cose e momenti che sto vivendo, e sono così forti e potenti che ancora non li ho capiti bene.
Troverò il momento di scrivere e di spiegare a che cosa sto lavorando. E' un qualcosa che ha tutt'altro
nome e forma e colore e.. per ora vi ricordo che domenica sarò a Milano con il workshop  per imparare la tecnica base per la costruzione di una coronina floreale.

Abbiamo aggiunto 3 posti, così se volete informazioni o iscrivervi o solo dirmi "Ciao!"
potete farlo a

press.uhlala@gmail.com

In attesta di aver più tempo e meno parole sparse,
baci


Jessica

martedì 4 novembre 2014

{Oggi è} Qui, vita. Senza Wifi

Una vacanza più che meritata ed aspettata. Una meta "calda", sopratutto per la Farnesina. E la mia ansia!

In volo, verso casa, scrivo..


C'è una frase scema che dice " la vita è tutto ciò che succede senza connessione wiifii".
Ed oggi leggerla, mi fa sorridere perché mai come in questi ultimi otto giorni mi è sembrata così vera. 

Qui, ho festeggiato i miei nuovi ventisette anni. Assieme al mio ufficio stampa che ormai, ahimè, non avrà più mie foto senza rughe sotto agli occhi! 

Qui, in questa parte di mondo così  complicata, ma bella come poche altre mai viste prima, ho vissuto la mia, di vita. E l'ho sentita così piena da doverla scrivere e condividere. 
Quella vita che non ha bisogno di tacchi alti e rossetto rosso per sentirsi bella. Perché la salsedine è la miglior piastra naturale per aver capelli mossi. 

Quella vita che va oltre le nostre convenzioni e scorre sotto le note di "stand by me" in un'insolita versione di Seal, mentre guidi e guardi il cielo. Perché non ho mai visto un cielo così grande ed azzurro, come quello nel deserto. 
Quella vita che, quando ti dicevano che la barriera corallina fosse bella, non avresti mai immaginato, COSÌ  TANTO bella. 

Qui, tra il mare. 
La paura, la scoperta e la cultura, ho conosciuto persone che vivono di niente, ma sono felici di tutto. E sorridono sempre. 
Persone che bevono e fumano dal tuo stesso Narghilè, senza sapere niente di te. 
E la mela verde è stata una scoperta da non dimenticare. 

Qui, tra crolli e posti di blocco,  ho capito che il mio inglese non fa poi così schifo e che " chi resta ha forse più coraggio di chi se ne va". Ed i punti di vista, mentre guardi un punto, sono così diversi che potresti perdertici. Affascinanti proprio perché distanti. 

Qui, per la prima volta, sono entrata in una Moschea e scalza, con la più alta carica religiosa, Imam,  ho pregato, cantando. 
E ho pianto. 
Perché non credo in nessun Dio, ma nel potere che hanno, a volte, le persone. E quanto siano incisive, certe parole. 

Qui, dove c'è vita che scorre nell'aria, nel deserto e sotto al mare, oggi, io un po' mi invidio. 


Jessica 

venerdì 10 ottobre 2014

{Workshop} Milano, tu che fai, Vieni o stai?


Amo Milano. 
Amo i fiori. 
Ed amo i fiori a Milano.   

Lo so, è grigia e stancante e caotica e piena, ma .. quanto è romantica quando ferma nel traffico, ovunque ti giri, ad  angolo o incrocio, qualcuno vende fiori?
Quando tutto sembra possibile se la gente, li compra quei fiori. .

Qui, dove per me è inziato tutto, domenica 30 novembre, terrò un workshop floreale per imparare la tecnica base delle Coroncine, e forse, conoscendomi, vi parlerò anche di questo mio grande amore.
Ma voi che fate? Venite?



Saremo in "Spazio MyG" dalle 11 alle 13,00 in via Vincenzo da Filicaia, 4, Milano. 

Non vedo l'oraaaaa!


Per tutte le info e costo potete scrivermi a 

Press.uhlala@gmail.com

mercoledì 1 ottobre 2014

{Workshop} Bologna

Bologna in una domenica mattina piena di sole. E amore.
Amore per un lavoro dove la sveglia presto, alle volte, vince sul sonno, ma non entusiasmo.
Un amore che ti fa viaggiare e conoscere persone, vedere Amiche e scambiare emozione.
Un amore che richiede ore ed ore di preparazione, ma anche musica, sorrisi e colore.
Bologna, così viva ed attiva,

GRAZIE. 


Un workshop così, quasi familiare che mi ha divertito da morire

Prossima tappa, Milano.
Are you ready?






















mercoledì 24 settembre 2014

{Oggi è} Abituati. AbituAMI.

Siamo sempre stati abituati alla distanza. Ai lunghi periodi di assenza.
Fisica.
Siamo sempre stati abituati a telefonate brevi, ma intense. 
Al mio bisogno di rassicurazioni, alle tue preoccupazioni. 

È che tu, avevi il potere di rendermi tutto semplice e fattibile. Avevi le parole giuste, nei momenti sbagliati. Nei periodi sfasati. 
Le raccomandazioni perseveranti, nelle mie decisioni incostanti. 
È che tu, mi rendevi forte. 
Santodio mi sarei sentita perfino pronta per conquistare l'universo, con il potere che lasciavano le tue chiamate. 

È che tu, manchi. 
E manchi da impazzire. 

E vorrei farti vedere tutto questo. Raccontarti di quanto siano stati veloci le peonie, quest'anno a fiorire. 
Di quanto ho avuto paura di ferire e non arrivare. Di quando, poi invece, ho capito come fare. E l'ho fatto piuttosto bene, pare.
Di che colore ho scelto il mobile per la sala. E della tenda storta, in cucina. 
Di quante volte, in quelle mille volte, mi sono chiesta, in questi mesi, che cosa mi avresti detto. 
Di quanto "esser forte eh" alle volte, fa proprio male. E ti sembra di chiudere, a poco a poco, un pezzo di cuore. 


Siamo sempre stati abituati alla distanza, ai lunghi viaggi e treni per vederci. Ad agosto come mese ufficiale in cui poterci parlare, senza pagare un canone mensile. Alle partite a carte in terrazza. Agli amici da salutare ed i fiori che ci piaceva guardare. 
Alle tue smorfie, quando mi sentivi sbuffare. Alle mie conclusioni, quando non avevo voglia di ascoltare. 

Siamo sempre stati ABITUATI. 
Adesso, abituAMI.

"On revient toujours a ses premieres amours". E tu sarai sempre il mio. 


Tua chérie. 

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