Oggi è esser già super stanchi ancora prima di partire.
Oggi è aspettare il treno, mentre piove, senza ombrello, con la musica alle orecchie ed una donna che si avvicina e ti chiede informazioni.
Oggi è pensare e ripensare a quelle parole per tutto il viaggio, ma non averci capito niente.
Oggi è pensare che il mio francese fa schifo e che se mia nonna lo sapesse, si arrabbierebbe da morire.
Ma tra tutte le persone che ci sono ferme ad aspettare, per avere informazione, proprio a me dovevi chiedere che non so come ti posso aiutare? Perchè poi mi spiace non poterlo fare e allora partono i sensi di colpa e ripenso a tutte quelle volte che avrei potuto imparare questa benedetta lingua, ma non ho voluto.
A tutte quelle volte che se avessi potuto, voluto, capito, sentito e diggerito, oggi, forse, non sarei quella che sono.
Avrei potuto metter lo smalto rosso, ma non ho voluto e domani andrò a lavoro così e va bene.
Avrei potuto spiegare a mia madre come lavarmi quel maglione che mi piaceva tanto, ma non ho azzardato perchè poi ci resta male se non la fai sentire importante mentre fa qualcosa per te.
Avrei potuto metterlo così, infeltrito e ristretto di due taglie, o avrei potuto dirglielo che lavare non è la cosa che le riesce meglio. Avrei potuto, ma non ho voluto.
L'ho infilato lo stesso in valigia anche se sappiamo entrambe che non lo metterò più.
Avrei voluto esser più indiffernete al lavoro, ma amo troppo i miei fiori che non ne sarei capace nemmeno volendo.
Mollerei tutto un'altra volta, mille volte, perché questo e' quello che volevo fare. Questa è passione e follia e amore e ancora follia, forse.
Avrei voluto capire prima come affrontare le situazioni difficili.
Sorridere ti fa vincere sempre.
Avrei voluto amare la lettura fin da piccola. Adesso divoro qualunque cosa.
Avrei capito meglio questa città così strana e incoerente, se l'amassi meno.
Avrei capito meglio chi si sedimenta in un unico posto se non avessi la "sindrome del viaggiatore" che anche se stanco e qualche volta solo, ha la costante necessità di andare, scoprire, emozionarsi, incontrarsi.
E avrei capito e amato meglio la matematica se realmente oggi mi servissero a qualcosa quelle famose ascisse e ordinate, invece che banali conti che per lo più delle volte faccio con la calcolatrice.
Avrei sentito ancora quella canzone, ma il celluare si è scaricato prorio quando ho acceso Shazam. Che cosa serve la tecnologia se poi ti si scarica nei momenti di vita che vuoi ricordare?
Avrei diggerito meglio la politica, ma non ho resistito. Troppo corrotta ed eticamente scorretta per una che vive di meritocrazia anche quando non si tratta di far la fila.
Avrei diggerito un no, invece così ti sento una porta aperta.
Avrei pianto meno oggi, ma sono visceralmente legata alle persone che gli adii mi spiazzano ogni volta. Sempre se un addio era.
Oggi è una donna, la sua lingua, la mia, una stazione, la pioggia, i pensieri e le incertezze. Mia nonna, i maglioni infeltriti, le carezze e la matematica inutile.
Avrei potuto, voluto, capito, sentito e diggerito tante cose o forse, sono solo io in tutte queste cose.
Jessica
Mi hai davvero fatto emozionare..Semplicemente bellissimo questo post! Un Bacio
RispondiEliminaUn bacio a te
EliminaChe sentimenti...che passioni...che emozioni...!!! Ciao cara come stai?♡
RispondiEliminaAh sono Anna...
RispondiEliminaCiao Anna, perdonami, ma ne conosco tante di ragazze con il tuo nome. Che Anna sei?
EliminaNido cappuccini...o meglio inventatempo
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